Sunday, 20 of May of 2012

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Sosta riservata

Nelle ultime settimane i poliziotti baresi sono stati al centro di una particolare attenzione mediatica per questioni legate all’accesso e alla sosta nelle aree riservate.

Ad aprire le danze sono state le lamentele dei colleghi del Commissariato P.S. di San Nicola, subito cavalcate da talune organizzazioni sindacali, che protestavano contro la tassa da pagare per l’accesso alla ZTL, la zona a traffico limitato nella quale insiste il loro Ufficio.

In linea di principio i colleghi hanno ragione: parcheggiano l’autovettura all’interno del Commissariato (e quindi non tolgono posti auto ai cittadini) e la distanza tra l’accesso della ZTL e il Commissariato è di poche decine di metri. Tuttavia anche le questioni di principio, a volte, devono essere ponderate con un minimo di buon gusto. Il permesso di accesso alla ZTL costa, infatti, solo 10 euro l’anno e i requisiti per ottenerlo sono molto stringenti: un sacco di cittadini sarebbero ben disposti a pagare dieci volte tanto, pur di avere quel permesso. Di questi tempi, sarebbe stato più opportuno mettere da parte la questione di principio e accettare di pagare il misero obolo senza fare tante storie.

Invece la questione è finita sui giornali (leggi l’articolo) e ha fatto da battistrada a un “servizio speciale” (leggi l’articolo) della Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Nicola Pepe, che ha preso di mira le auto private spesso parcheggiate entro le striscie gialle dei posti riservati alle auto Polizia, proprio sotto l’edificio della Questura.

Anche in questo caso, a parti rovesciate, l’articolo appare di cattivo gusto, per varie ragioni che è giusto sottolineare.

Non è vero, infatti, che i poliziotti “abusano” regolarmente dei parcheggi della Questura riservati alle auto Polizia. Capita che qualcuno tenti di fare il furbo, di tanto in tanto, ma le decine di contravvenzioni elevate dagli stessi poliziotti ai propri colleghi per aver parcheggiato l’auto privata in quelle strisce, testimoniano che la sosta irregolare non è tollerata ma è sanzionata.

Invece, la presenza di auto private in quelle strisce non vuol dire che i poliziotti abusano dei parcheggi Polizia, perché quella presenza può avere numerose ragioni giustificative. Ad esempio:

- alcune auto private di poliziotti possono essere temporaneamente autorizzate (anche per iscritto) a parcheggiare in quell’area per precise ragioni di servizio;

- alcune auto private possono appartenere al personale tecnico di ditte specializzate che collaborano con la Polizia a vario titolo (installazione, riparazione e manutenzione di apparecchiature speciali utilizzate nelle attività operative e investigative);

- alcune auto private appartengono a cittadini che sono stati accompagnati o invitati in Questura per motivi di giustizia;

- alcune auto private appartengono a cittadini che sono rimasti vittime di reati predatori o altri delitti, e che si intrattengono in Questura per il tempo necessario a presentare denuncia;

- alcune auto private possono essere vetture sequestrate in attesa di essere affidate al legittimo proprietario o al custode giudiziale.

Ad esempio, nei giorni precedenti gli articoli della Gazzetta (in “tempi non sospetti”, come si suol dire) era stata riscontrata (e sanzionata) la presenza irregolare di un certo numero di auto private appartenenti a poliziotti (una ventina le contravvenzioni compilate dai colleghi della Volante e della Stradale nei confronti degli abusivi) a fronte di un numero sei volte superiore (circa 120) di auto di privati cittadini che erano state parcheggiate nelle stesse strisce ma che non sono state multate perché la loro presenza era giustificata.

Dopo l’articolo di Pepe è calata la mannaia della tolleranza zero, ma  a farne le spese non saranno i poliziotti (le centinaia di poliziotti in servizio in Questura non parcheggiano certamente in una misera decina di posti di auto!) quanto i cittadini. Da oggi una vittima di una rapina o di un’aggressione che giunge in Questura per sporgere denuncia (o per testimoniare) potrebbe ritrovarsi anche a dover pagare due euro l’ora di parcheggio, se non vuole rischiare una contravvenzione.

Non succederà (ce lo auguriamo) ma sono questi i motivi per cui l’articolo della Gazzetta ci è parso di cattivo gusto.

 

Nel frattempo, da qualche altra parte c’è qualcuno che il furbo lo fa davvero (non sappiamo se poliziotto o dipendente civile): ci viene segnalato che nel parcheggio sotterraneo di una struttura di Polizia barese, al riparo dalle macchine fotografiche dei cronisti ma non di quelle dei colleghi, qualcuno parcheggia autovetture private non autorizzate e per giunta prive di assicurazione obbligatoria RCA:

Chissà se il proprietario riconoscerà l’autovettura nella foto e provvederà a spostarla fuori dalla struttura (e ci auguriamo che lo faccia soltanto dopo averla assicurata).


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